La pubblicità sui
prodotti cartacei in Gran Bretagna; Australia, Italia, Spagna e Germania
continuerà a diminuire ma il calo sarà meno accentuato e per il 2014 è previsto
un miglioramento rispetto ai due anni precedenti.
Per quanto riguarda gli
Stati Uniti non ci sarà nemmeno questo sollievo perché il 2014 si prospetta
come un altro periodo buio.
Questi i dati più
significativi dell’Advertising Consensus Forecast realizzato da Warc.
Le previsioni sono
frutto di un’analisi basata su dati forniti da agenzie, società di ricerche di
mercato, analisti e dallo stesso team di Warc.
Le note positive ci sono
e riguardano Canada, Brasile, Russia, Cina e India.
Sia per i paesi in
crescita che per quelli in minor calo, al momento è difficile capire se si
tratta di una crescita di investimenti legata solo al superamento della
recessione economica generale o se si è in presenza di un effettivo ritorno di
interesse per le pubblicazioni cartacee.
Gli altri segmenti
monitorati da Warc sono in crescita, a partire da Internet seguita da cinema,
televisione, outdoor e radio.
Per l’Italia, bicchiere
mezzo pieno o mezzo vuoto? Verrebbe da dire mezzo pieno di fronte ai risultati
appena presentati dall’Osservatorio
stampa della Federazione delle Concessionarie di pubblicità.
Il fatturato
pubblicitario del mezzo stampa ha registrato un calo di fatturato del 17% nei
primi 11 mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In
particolare, i quotidiani a pagamento nel loro complesso registrano -15,6%; i quotidiani Free Press nel totale hanno
segnato -53,7%; i periodici segnano -17,2% con una dinamica più accentuata per
i settimanali (-19,9%) e leggermente migliore per i mensili (-14,1%).
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