mercoledì 16 gennaio 2013

Quotidiani e periodici: nel 2013 e nel 2014 la pubblicità andrà un po’ meno male


La pubblicità sui prodotti cartacei in Gran Bretagna; Australia, Italia, Spagna e Germania continuerà a diminuire ma il calo sarà meno accentuato e per il 2014 è previsto un miglioramento rispetto ai due anni precedenti.
Per quanto riguarda gli Stati Uniti non ci sarà nemmeno questo sollievo perché il 2014 si prospetta come un altro periodo buio.
Questi i dati più significativi dell’Advertising Consensus Forecast  realizzato da Warc.
Le previsioni sono frutto di un’analisi basata su dati forniti da agenzie, società di ricerche di mercato, analisti e dallo stesso team di Warc.
Le note positive ci sono e riguardano Canada, Brasile, Russia, Cina e India.
Sia per i paesi in crescita che per quelli in minor calo, al momento è difficile capire se si tratta di una crescita di investimenti legata solo al superamento della recessione economica generale o se si è in presenza di un effettivo ritorno di interesse per le pubblicazioni cartacee.
Gli altri segmenti monitorati da Warc sono in crescita, a partire da Internet seguita da cinema, televisione, outdoor e radio.
Per l’Italia, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Verrebbe da dire mezzo pieno di fronte ai risultati appena presentati dall’Osservatorio stampa della Federazione delle Concessionarie di pubblicità.
Il fatturato pubblicitario del mezzo stampa ha registrato un calo di fatturato del 17% nei primi 11 mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In particolare, i quotidiani a pagamento nel loro complesso registrano -15,6%;  i quotidiani Free Press nel totale hanno segnato -53,7%; i periodici segnano -17,2% con una dinamica più accentuata per i settimanali (-19,9%) e leggermente migliore per i mensili (-14,1%).

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