La Lettura, supplemento domenicale del Corriere della Sera, nell’ultimo
numero dedica ampio spazio a due significative realtà online, BuzzFeed e The Dish, nello specifico ai differenti
modelli di business che si sono dati.
BuzzFeed è un sito da 40 milioni di utenti unici al mese il
cui successo si basa su un indovinato mix di entertainment e serie notizie
giornalistiche.
BuzzFeed ha puntato su un fatturato dipendente al 100% dalla
pubblicità, al punto da aver costituito un gruppo di editor, distinto da quelli
che realizzano normalmente il sito, che opera in stretto contatto con gli
inserzionisti per ideare e realizzare progetti di comunicazione pubblicitaria
differenti e più efficaci rispetto ai comuni spazi commerciali disponibili
online.
BuzzFeed sottolinea come la distanza tra i due team sia
sostanziale ed effettiva e di come la comunicazione pubblicitaria non influenza
l’informazione redazionale.
The Dish è un sito che tratta di politica, cultura, stili di
vita e riflette la personalità del fondatore Andrew Sullivan, cattolico,
conservatore e sostenitore di Obama.
The Dish, al contrario di BuzzFeed, si è mosso nella direzione
di un fatturato basato esclusivamente sugli abbonamenti e il sostegno dei
lettori. Al momento, ha già raccolto fondi per quasi mezzo milione di dollari,
sufficienti a finanziare circa sei mesi di attività.
La strategia di BuzzFeed non è peraltro del tutto originale.
Digiday ha dedicato un’analisi a Vice Media, editore indipendente che pubblica un mensile la cui chiave di successo è
stata quella di un giornalismo non paludato, libero da schemi, anche
aggressivo.
Pur mantenendo il suo stile editoriale, Vice Media ha dato
vita a un’agenzia interna il cui obiettivo è lavorare con gli inserzionisti per
creare e distribuire contenuti multimediali originali. Tra i clienti figurano
marchi come North Face, Burton, Intel e Garnier.
Un esempio di quanto realizzato con Intel è visibile al link
http://www.youtube.com/watch?v=IS4Xw8f9LCc&list=PL6uqON-thyraDG9IP8QQIMkEKv_1TuRC4&index=1
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